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Museo

LA MEMORIA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Castelforte è stato teatro durante la seconda guerra mondiale di una lunga e sanguinosa battaglia durata dall'ottobre 1943 al maggio 1944. Durante gli eventi bellici che infuriarono con rabbiosa violenza il territorio di Castelforte si è trovato nel pieno di una battaglia combattuta tra le forze germaniche in difesa e le forze alleate in offensiva.

Per otto mesi Castelforte è stato sottoposto a duri, incessanti cannoneggiamenti di terra e dal mare e bombardamenti aerei subendo distruzioni tali da cancellare la fisionomia degli agglomerati urbani e dell'intero comprensorio.

La popolazione coinvolta dalle continue azioni di guerra, rintanata nei rifugi malsani e indifesi, sopportò indicibili sofferenze e inauditi sacrifici, subendo da parte di formazioni SS tedesche rastrellamenti e deportazioni nelle varie località del nord Italia e nei campi di lavoro germanici ove fu fucilato il giovane castelfortese Di Pastena.

Dopo la battaglia del 17 gennaio 1944, le forze alleate sfondarono la linea tedesca "Gustav" attestandosi sulla riva destra del fiume Garigliano, alla periferia del centro abitato di Castelforte. La popolazione, già provata dai cannoneggiamenti, dai rastrellamenti, dalle privazioni, abbandonata, affrontò, con disperazione e pericolo l'attraversamento della linea del fronte lasciando sul terreno, dilaniati dallo scoppio delle mine centinaia di persone tra donne, bambini, giovani e anziani, vivendo poi nei centri di raccolta profughi allestiti nelle varie località della Campania, della Calabria e della Sicilia e dopo la liberazione, per mancanza di abitazioni, nei centri di raccolta profughi di Latina e Gaeta.

Con la battaglia dell'11 maggio 1944, gli alleati travolsero la resistenza tedesca causando il crollo della stessa linea Gustav, facendo di Castelforte e dell'intera zona circostante un cumulo di macerie e le formazioni nord-africane "marrocchini" penetrate, per prime, nell'agglomerato urbano si diedero a saccheggi e a barbare violenze di ogni sorta. Le rovinose distruzioni accertate furono del 95% e le crudeli perdite in vite umane per scoppio di granate, per schegge di cannonate, per scoppio di ordigni bellici, per fucilazioni, per malattie e per stenti causati dalla guerra furono ben 812, il 10% della popolazione. (Castelforte e SS. Cosma e Damiano costituivano un solo comune). Anche dopo il passaggio degli alleati si sono avuti morti, mutilati e invalidi per scoppio di mine e di ordigni abbandonati.

Sebbene siano trascorsi tanti anni, il ricordo di quella orribile, immeritata tragedia è ancora viva nella mente dei sopravvissuti e i segni della distruzione sono ancora visibili.  Sulla base di questa sconvolgente realtà il Presidente della Repubblica ha conferito al Comune di Castelforte nel 1961 la Medaglia d'Argento al Valore Civile e successivamente nel 2002 la Medaglia d'Oro al Valor Civile con la seguente motivazione:

"Centro strategicamente importante, situato sulla linea Gustav, durante l'ultimo conflitto mondiale si trovò al centro degli opposti schieramenti, subendo ogni sorta di violenza dalle truppe tedesche e marocchine e un gran numero di bombardamenti da parte alleata, che provocarono numerosissime vittime civili e la quasi totale distruzione dell'abitato.

La popolazione tutta, con fierissmo contegno, resistette alle più dure sofferenze, offrendo un'ammirevole esempio di coraggio e amor patrio".


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