Comune di Castelforte
 

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Frazione di Suio - Scavi archeologici del castello


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Museo

IL PALAZZO COMUNALE.

Dalla scuola diretti al Comune, attraverso la porta “Cianca” ci inerpichiamo lungo la via Seggio verso la Piazza del Comune. Le strette viuzze sono ancora costeggiate di case e capupole che un tempo, oltre a fungere da legnaie, cantine e ripostigli, ospitavano animali che di notte molte volte dormivano con la famiglia, specialmente presso le persone più umili e meno abbienti. Queste stradine da qualche tempo sono state lastricate di pietre, in sostituzione dei “sanpietrini” che mal si conciliavano con il resto. Sui muri dei vicoli che dalla sommità dell'abitato portano al Palazzo Comunale ogni tanto si trovano dei murales, commissionati dal Comune a qualche artista non locale per raffigurare, oltre al “paesello presepe”, eventi storici particolari che hanno riguardato Castelforte nel corso dei secoli: il matrimonio tra Goffredo Caetani e Giovanna dell'Aquila, uno dei tanti assedi a Castelforte nel Medioevo, forse ad opera dei saraceni, la pasqua castelfortese del 1799, la rivolta popolare, scatenata da una tassa sui polli, che agli inizi del Novecento portò i ribelli a dare fuoco ai registri anagrafici civili. Infine ecco la piazza sove si erge lo splendido, recentemente ristrutturato, palazzo comunale costruito agli inizi del '900 in stile neorinascimentale, tipico della Toscana o comunque del centro Italia.
Sull'edificio, a due piani, con balcone centrale (ora piano, prima con transenne) e finestre classicheggianti, svetta, sul lato destro, una torre con orologio. Nel periodo fascista fu aggiunta sulla facciata, in corrispondenza della torre, una lapide ai caduti della prima guerra mondiale. Negli anni settanta è stata elevata sull'ultimo piano una costruzione, per ricavarne uffici, che recentemente si è deciso di abbattere per ridare al Comune, tanto nelle forme che nei colori, la sua veste originale. Il portone, sormontato dallo stemma del Comune in uso fino agli anni Cinquanta (che è stato poi sostituito con quello più antico, successivamente ritrovato, con le tre torri arrotondate) dà adito ad un cortile interno cui si affacciano l'ufficio “anagrafe” e quello del protocollo; è stato recuperato parte dell'acciottolato e ripristinata l'antica scala (rivestita di marmo) con ringhiera originale di ferro battuto. Sulle pareti fanno bella mostra di sé tra lapidi: una, posizionata nell'aprile del VI anno del fascismo (1928), ricorda la pasqua castelfortese del 1799; un'altra il conferimento della Medaglia d'Argento al Valor Civile nel 1961 ed infine, un'altra ancora la Medaglia d'Oro al Valor Civile conferita nel 2002.
Nell'atrio sono anche visibili tre foto d'epoca che danno una visione chiara e nitida di come e quanto il Palazzo Comunale sia cambiato nel corso degli anni. Quando, dopo le distruzioni arrecate dal secondo conflitto mondiale, fu ricostruito il Comune, per abbellire la Sala Consiliare, furono commissionati al pittore Cosmo Porchetta tre affreschi terminati nel 1954; il primo celebra la resistenza castelfortese del 1799 alle truppe franco-polacche; il secondo, ricorda la disperazione e il dolore dei castelfortesi che ritornano, alla fine della seconda guerra mondiale, nel loro paese devastato, con il campanile distrutto e gli alberi troncati; il terzo è un paesaggio sereno e luminoso. Quest'ultimo rappresenta, dopo la sofferenza, la speranza con la ricostruzione delle abitazioni, l'aratura con i buoi e la semina. Il tutto sullo sfondo del monte Massico ed il mare azzurro in lontananza. Si resta affascinati non solo dalla bellezza degli affreschi ma anche conquistati dalla storia del Comune e della sua gente che ha saputo con forza e coraggio rialzarsi per ricostruire quello che la guerra aveva distrutto.
Gli alunni hanno tratto da tutto ciò l'insegnamento di essere forti nella vita e, innanzitutto, nel rispetto di tutta la società.
Nell'Ufficio del Sindaco c'è la possibilità di ammirare l'atto relativo all'attribuzione del titolo di “Città” a Castelforte e soprattutto lo Stemma e del Gonfalone che hanno ricevuto l'approvazione araldica dall'Ufficio Onorificenze e Araldica pubblica del Dipartimento del Cerimoniale di Stato della Presidenza del Consiglio.

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