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Museo

LA CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

 E' la più importante di tutte; è posta in cima al paese, nella zona più alta e questo per svariate ragioni. La casa di Dio sovrasta tutte le altre, mette maggiormente in contatto con Dio, offre uno splendido panorama; permetteva, inoltre, un controllo da eventuali nemici ed era meglio difendibile.
 Originariamente (risale al 1000 – 1100) era piccola, ad una sola navata; come risulta da documenti, nel 1500 – 1600 fu ampliata, per contenere i molti fedeli: era una collegiata.
 Il campanile era davanti alla chiesa, cosa poco frequente nell'antichità; oggi si presenta come una tipica chiesa romanica medievale, con il tetto a capanna, ha un rosone (cosidetto perché sembra una rosa: da qui entrava la luce, simbolo di Dio).
 La chiesa, che ora riprende lo stile della torre che si trova a fianco, durante il secondo conflitto mondiale è stata distrutta quasi completamente come pure il campanile; quando l'architetto Gaetano Rapisardi la ricostruì in pietra calcarea, sullo stesso luogo, fece spostare la torre campanaria a destra; ora, sopra la chiesa, in corrispondenza del timpano c'è un blocco bronzeo raffigurante il battesimo di Cristo da parte di San Giovanni e i due angeli eseguiti dallo scultore Ercole Drei (Faenza 1886 – Roma 1973) su disegno dello stesso Rapisardi. Al di sopra del blocco si trovano il globo, la stessa e la croce; sul campanile tutto di pietra c'è una loggetta e una raffigurazione di un agnello, simbolo sia del Santo che di Cristo, e poi la croce.
 Il campanile non è “a giorno” ma in muratura: solo l'ultima loggia è aperta.
 L'interno della chiesa di San Giovanni, inaugurata nel 1953, è costituito da cinque campate, tre navate divise da pilastri robusti, colonne in pietra recuperate e il matroneo, due logge sulle navate laterali, zona anticamente riservata alle donne.
 All'ingresso, a destra, c'è il fonte battesimale, le acquasantiere in pietra (una, di recupero, ricorda il truogolo del maiale); dietro l'altare c'è il coro (per il collegi dei sacerdoti: 6 canonici, 1 primicerio e il parroco); e un crocifisso in legno del secondo dopoguerra mentre la vetrata è degli anni '70; del pulpito in legno sono rimasti due angeli che sorreggono la base della cappella del Santissimo.
 La chiesa prima era poco più buia, in penombra, per favorire la meditazione, poi sono state aperte nelle pareti laterali varie finestre per dare più luce. Non sono sopravvissuti gli oggetti in legno o stucco; c'è una statua lignea settecentesca di san Giovanni con libro, agnello e bastone a forma di croce, opera di Domenico Nuollo autore pure della Madonna del Rosario e della statua di San Pietro che sono nella stessa chiesa. C'è anche una statua dell'Addolorata, realizzata dopo il voto, fatto dalla popolazione, per far terminare un'epidemia di colera nel 1837, alla Madonna dell'Addolorata, che ha il cuore trafitto da una spada. Ad essa si rivolgevano specialmente le madri disperate. o in pietre di colore un poco differente e dispost


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