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Museo

LA CHIESA DELL'ANNUNZIATA

La chiesa dell'Annunziata, nei pressi dell'abitato di Capo di Ripa, nasce connessa al convento (abitato prima dai padri francescani, poi mercedari ed infine dalle suore trinitarie) che dava sulla strada maestra. Essa ha il tipico tetto a capanna; rimasto sfondato durante la seconda guerra mondiale fu gettato a terra completamente e ricostruito.
 La chiesa non è mai stata affiancata da un campanile. Sul portone attualmente ci sono tre finestre al posto dell'unica presente anteguerra, forse per dare più luce ed anche perché simbolo della Trinità. L'interno, a navata unica, è costituito da 4 campate di cui una occupata dal presbiterio. Belle le tre immagini di Maria; un affresco dell'Annunziata, la statua della Madonna della Libera (donata dai reduci del primo conflitto mondiale) e in una nicchia, a destra prima dell'altare, la Madonna della Mercede, patrona dell'Ordine che si prefiggeva la liberazione degli schiavi e che ricorda i padri mercedari. In alto, sopra l'altare in marmo semplice, “moderno” (nel senso che non ha nessun tipo di decorazione), c'è un affresco dell'Annunciazione del 1964 di Cosmo Porchetta: Maria è ritratta in casa, assorta, inginocchiata, in atteggiamento di preghiera, vestita con il manto blu, simbolo di sapienza (il cielo) e la veste rossa, simbolo di amore e carità (la terra): gli stessi colori del Figlio, perché cosa rara -alla scena assiste la Trinità (e non solo la colomba, simbolo dello Spirito Santo) per volere delle suore Trinitarie. L'Angelo posto di fronte alla Madonna reca un giglio, simbolo di purezza; altre volte è raffigurato, invece, con la palma, simbolo di vita e di pace. Sulla parete destra, adiacente al convento, sono state aperte tre finestre (simbolo della Trinità) per evidenti ragioni di luce; c'è anche una gelosia, una grata in legno da dove le suore potevano ascoltare la messa, anche se malate e controllare il tutto. Il soffitto è a botte, in stile rinascimentale, con lacunari e formelle quadrate. Nella chiesa è molto forte il culto, la devozione a Sant'Antonio di cui si conserva un'imponente statua posta a sinistra dell'altare: gli si rivolgevano tutti quelli che avevano bisogno di ottenere una grazia; nella zona si ricordano molti miracoli operati da Sant'Antonio la cui statua il 13 giugno, in processione, si riempie di ex voto.
 Le suore conservano un dipinto di Cosimo Porchetta del 1933 che ritrae San Felice di Valois, fondatore dell'ordine trinitario, che fino al secondo conflitto si trovava nella chiesa.

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