Descrizione
Cari Concittadini, Autorità,
L’81° anniversario della Liberazione di Castelforte giunge in un momento storico segnato dal recente lutto per la scomparsa di Papa Francesco, un instancabile uomo di pace la cui eredità spirituale ci invita con ancora più forza alla riflessione e alla fratellanza universale. Il suo esempio di umiltà e di apertura al dialogo risuona profondamente in questi tempi difficili, segnati dalla brutale guerra che devasta la martoriata Ucraina, dalle persistenti tensioni in Medio Oriente, e dai recenti conflitti tra India e Pakistan. Conflitti che seminano morte e distruzione.
E sentiamo altrettanto forte l'eco delle parole che giungono da Roma, parole che hanno toccato il cuore di milioni di persone in tutto il mondo: quelle del nostro nuovo Santo Padre, Papa Leone XIV.In un tempo attraversato da ombre di conflitto, da incertezze che generano smarrimento, da una fragilità che ferisce in particolare i nostri giovani, l'elezione di Papa Leone XIV risuona come un potente richiamo alla speranza.
Facciamo nostre le sue parole, trasformiamole in azioni concrete nelle nostre case, nelle nostre strade, nella nostra comunità. Impegniamoci ogni giorno a costruire la pace, quella vera, quella che nasce dal cuore e che si diffonde come un contagio di umanità. La guerra è sempre un male, una ferita profonda nell'umanità, e Castelforte, che tra il settembre 1943 e il maggio 1944 ne ha vissuto la tragica esperienza, ne è testimone. Circa mille nostri concittadini, tra civili e militari, persero la vita in quei drammatici mesi. Un numero immane, una ferita ancora viva nel tessuto della nostra comunità.Ancora oggi, passeggiando per le nostre strade, possiamo scorgere i segni indelebili dei bombardamenti, e non vi è famiglia a Castelforte che non sia stata colpita profondamente da quella immane tragedia.
Era la notte dell'11 maggio 1944, precisamente alle 23:45, quando i bombardamenti sconvolsero Castelforte. Questa data riveste un'importanza cruciale non solo per la nostra comunità, ma per l'intera nazione: essa sancisce la liberazione di Castelforte e l'atto conclusivo delle battaglie che miravano a superare la tristemente nota Linea Gustav. Questo sbarramento difensivo lacerò la nostra Patria per lunghi mesi, ostacolando l'avanzata alleata e causando un immane tributo di vittime tra civili e soldati giunti da ogni angolo del globo per liberare l'Italia e l'Europa dal giogo nazifascista. Molti di questi eroi riposano oggi nei numerosi cimiteri di guerra sparsi sul territorio nazionale, testimoni eterni di quella tragica pagina di storia.Questo impegno per la memoria non è un esercizio sterile, ma un elemento fondamentale di quella educazione alla Pace che rappresenta, per tutti noi, un compito imprescindibile. Non può esserci vero sviluppo senza Pace; non può esserci convivenza serena e relazioni costruttive se nei nostri cuori alberghiamo sentimenti di odio o di rivalsa; non può esserci un futuro prospero se non siamo capaci di costruirlo insieme, con spirito di collaborazione e comprensione reciproca.
La nostra Città, che il compianto Presidente Ciampi definì "Città martire" per la devastazione subita, deve sentire con ancora più forza il dovere morale di essere costruttrice di Pace, un luogo di accoglienza, di libertà e di speranza. La nostra riflessione sulla libertà e sulla memoria prosegue, onorando in un’unica cerimonia, il recente 80° anniversario della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista. Ottant'anni ci separano dalla Liberazione d'Italia, un anniversario che sentiamo il dovere di onorare e commemorare oggi, al di là di ogni strumentalizzazione politica. Il nostro pensiero va a tutti coloro che resero possibile quella Liberazione: militari, partigiani e anche i civili, che pur senza impugnare le armi, opposero una silenziosa ma tenace resistenza alla prepotenza nazifascista, donandoci con il loro sacrificio un paese libero e democratico. Il 25 aprile è una data che pulsa nel cuore della nostra Repubblica.
Una festa che appartiene a ogni singola italiana e a ogni singolo italiano, al di là di ogni appartenenza politica o ideologica. Ricordiamo oggi un momento cruciale della nostra storia. Un traguardo raggiunto grazie al coraggio, al sacrificio e alla determinazione di uomini e donne che seppero mettere da parte le proprie differenze per un ideale più grande: la libertà e la dignità del nostro Paese.Troppo spesso, in questi anni, si è tentato di confinare il significato del 25 aprile a una singola parte politica, oscurando la verità storica di una Resistenza plurale e composita. I partigiani che combatterono sulle montagne e nelle città provenivano da diverse esperienze politiche e sociali, animati da un comune desiderio di giustizia e di democrazia. Cattolici, comunisti, socialisti, liberali, azionisti, militari del Regio Esercito: uniti nella lotta, diversi nelle loro visioni del futuro, ma concordi sull'urgenza di liberare l'Italia.
Tra le tante figure emblematiche di quella stagione straordinaria, desidero ricordare oggi Tina Anselmi. Partigiana coraggiosa, staffetta instancabile, sindacalista appassionata e poi una delle prime donne a sedere in Parlamento, fino a diventare la prima donna Ministro della Repubblica. La sua vita è un esempio luminoso di impegno civile e di dedizione al bene comune, valori che animarono l'intera Resistenza.Il sacrificio di questi eroi, spesso giovanissimi, non fu vano. Grazie al loro coraggio, oggi viviamo in un'Italia democratica, fondata sui principi di libertà, uguaglianza e giustizia sociale sanciti dalla nostra Costituzione. Una Costituzione che è figlia di quella lotta di liberazione, un patto fondamentale che ci unisce come nazione.
Il 25 aprile non è, dunque, una festa di parte, ma la celebrazione della nostra ritrovata libertà, un monito costante contro ogni forma di oppressione e un invito perpetuo alla difesa dei valori democratici. È il giorno in cui onoriamo il coraggio di chi ha lottato per un'Italia migliore, un'Italia che appartiene a tutti noi.
E non dimentichiamo il doloroso tributo di sangue versato da Castelforte per la libertà. Un sacrificio che le valse la Medaglia d'Oro al Valor Civile. Il nostro intento oggi non è solo ricordare, ma soprattutto mantenere viva la memoria di eventi che hanno segnato indelebilmente la nostra storia.La nostra presenza qui è un segno concreto di un'attenzione che dobbiamo coltivare con cura e trasmettere alle nuove generazioni, affinché il ricordo di quei momenti cruciali non svanisca mai.
Nel giorno della ricorrenza della liberazione di Castelforte, infatti, ricordiamo con profondo rispetto i sedici patrioti e partigiani, figli di questa terra i cui nomi sono incisi sull'epigrafe apposta sulla facciata della Chiesa di San Rocco, un'iniziativa voluta da questa Amministrazione per onorare la loro memoria. Tra questi c’è anche il Generale Giuseppe Aloia, già Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e della Difesa che organizzò una propria formazione denominata, appunto, “Aloia”. Con la deposizione dei fiori su quella lapide, in ideale continuità con le celebrazioni di oggi, vogliamo sottolineare l'importanza di preservare la memoria di coloro che hanno lottato per la nostra libertà, riaffermando il valore fondante di questo ideale per la nostra convivenza civile e democratica.Desidero ringraziare tutti voi presenti, il nostro parroco Don Fabio, le Autorità civili e militari e le Associazioni per la partecipazione. E insieme a voi, con ancora maggiore convinzione, rilancio il monito che la storia ci consegna con tanta drammaticità:
MAI PIÙ LA GUERRA! Viva Castelforte, viva l'Italia, via la Pace.