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Proprietà delle acque di Suio

1. LE ACQUE MINERALI

1.1. Le acque minerali: generalità

Per acqua minerale si intende un’acqua dotata di proprietà farmacologiche utilizzabili in terapia; la terapia effettuata mediante acque minerali è detta crenoterapia, mentre la cura eseguita tramite acque minerali per bevanda è detta idroterapia.
Le acque minerali vengono suddivise e classificate secondo: il residuo fisso a 180°C, la temperatura, la composizione chimica, la concentrazione molecolare.
Tenendo conto del residuo fisso a 180°C le acque minerali sono divise in acque oligominerali (residuo fisso non superiore a 0.2 gr. per mille), acque mediominerali (residuo fisso tra 0.2 e 1.0 gr. per mille), acque minerali (residuo fisso superiore a 1 gr. per mille).
Secondo la temperatura alla sorgente le acque si dividono in acque fredde (sotto i 20°C), ipotermali (20-30°C), omeotermali (30-40°C) e ipertermali (sopra i 40°C).
In base alla composizione chimica le acque minerali si dividono in varie classi (Messini),: acque arsenicali e arsenicali ferruginose, bicarbonato, solfate, cloruresodiche o salse, salsoiodiche e solfuree. Naturalmente questa prima suddivisione, basata sul prevalente elemento chimico o sulla prevalente associazione di elementi chimici, consta di numerose ulteriori suddivisioni in funzione della presenza minore di altri elementi (per esempio acque bicarbonato solfate alcalino terrose). Altre importanti caratteristiche chimiche sono la radioattività e la presenza di anidride carbonica libera (acque carboniche).
Infine, per quanto riguarda la concentrazione molecolare le acque minerali si dividono i in acque ipotermiche, isofoniche, ed ipertomiche.
1.2. Le acque minerali: indicazioni terapeutiche, tipi di cura, principali centri termali
L’indicazione terapeutica, l’azione esercitata sull’organismo e la tecnica d’uso delle acque minerali dipendono principalmente dalla loro composizione chimica, oltre che dalla  temperatura e dalla concentrazione molecolare.
Pertanto di seguito vengono sommariamente illustrate le caratteristiche delle acque sulla base della classificazione sopra riportata, indicando nell’ordine: caratteristiche chimiche, tecnica d’uso prevalente, indicazioni terapeutiche, principali stazioni termali italiane.

a) Acque arsenicali ed arsenicali ferruginose

Contengono ferro, sotto forma di bicarbonato o solfato terroso e arsenico.
Vengono utilizzate per bibita, bagni e fanghi e sono indicate nelle malattie del sangue, degli organi emopoietici, negli stati linfatici, negli stati depressivi, nell’ipertiroidismo, nelle neuriti, in convalescenze. La principale stazione termale si trova a Levico-Vetriolo..

b) Acque bicarbonate

In queste acque prevale l’anione HC03; le alcaline sono più ricche di bicarbonato di sodio, le alcalino terrose più ricche di bicarbonato di calcio. Alcune contengono acido carbonico libero. La tecnica d’uso più importante è la cura idroponica, ma sono usate anche per bagni e fanghi.
Sono indicate nelle gastriti catarrali croniche con ipercloridia, duodeniti, malattie epatiche, calcolosi urica, diabete, gotta.
Le principali stazioni termali si trovano ad Agnano, Castellammare di Stabia, Sangemini..

c) Acque bicarbonato solfate alcalinine, alcaline terrose

Sono acque dalle caratteristiche intermedie tra le acque bicarbonato e le acque solfate, adatte soprattutto alla cura idropinica.
Sono indicate nelle malattie del fegato e delle vie biliari (calcolosi), nelle malattie del ricambio, nelle affezioni catarrali gastriche; le acque bicarbonato solfate poco concentrate sono indicate nelle affezioni delle vie urinarie.
Le principali stazioni termali si trovano a Casciana Terne, Chianciano, Saint – Vincent, San Pellegrino Terme.

d) Acque solfate

In queste acque prevale l’azione S04; le acque cosiddette “amare” sono acque solfate iodico-magnesiache.
Sono utilizzate per la cura idropinica mentre le alcalino terrose sono utilizzate anche nella crenoterapia.
Sono Indicate specialmente nei casi in cui sia necessario attivare l’emergenza intestinale, nei catarri cronici dell’apparato digerente (acque cloruro solfato sodiche, solfate deboli,
bicarbonato solfate).
Le principali stazioni termali si trovano a Boario Terme, Bormio , Crodo.

d) Acque cloruro sodiche o salse e salso-solfato-alcaline

Nella composizione di queste acque prevale il cloruro di sodio; alcune sono anche ricche di solfato di sodio e bicarbonato di sodio.
Sono adatte alle cure idropiniche e in misura minore alla crenoterapia.

Sono indicate nella colelitiasi, nella epatocolecisti, nell’epatite semplice, nella congestione epatica, negli stati precirrotici e nella primissiima fase della cirrosi; nelle gastriti catarrali; nella stitichezza atonica, nella stitichezza spastica; nelle diarree post prandiali e da dispepsia gastrica o duodenale; nelle coliti; nelle malattie del ricambio e nel diabete.
La principale stazione termale di questo tipo si trova a Montecatini Tenne.

e) Acque saisoiodi che è salsobromoioniche

Contengono, oltre al cloruro di sodio, lo iodio e spesso anche il bromo. Sono adatte soprattutto per la somministrazione di bagni, inalazioni, irrigazioni, fanghi (la cura idroponica è indicata per le acque salsoiodiche diluite).
Sono indicate nelle malatte infiammatorie ginecologiche croniche e loro postumi; nel reumatismo articolare cronico, negli esiti di lesioni articolari, muscolari ed ossee; nelle affezioni infiammatorie croniche delle prime vie respiratorie; nei postumi di forme infiammatorie polmonari e pleuriche, nelle peritoniti tubercolari, negli esiti di processi infiammatori addominali; nel linfatismo, nella scrofolosi; nelll’arterio-sclerosi, nella lue al terzo stadio, nelle dermatosi poco irritabili. Le principali stazioni termali si trovano a Ischia e Salsomaggiore Terme.

f) Acque sulfuree

Sono acque il cui componente principale è lo zolfo bivalente in combinazioni varie (acido solfidrico, solfuri, tiosolfati, idrosolfiti) in continua trasformazione per l’intrinseca instabilità dello zolfo e per l’’influenza dei componenti dell’aria e l’intervento di processi microbici; da qui la molteplicità delle azioni farmacologi che e terapeutiche.esplicate da queste acque.
Le acque solfuree si distinguono in acque solfuree propriamente dette, acque solfuree bicarbonate, acque solfuree salse, acque solfuree solfate, acque solfuree salsobromoioniche. Sono indicate in alcune malattie della pelle; nelle malattie dell’apparato respiratorio e otorinolaringoringoiatriche, nelle malattie ginecologiche e in alcune malattie dell’apparato digerente. Per la loro azione generale le acque solfuree sono indicate nelle malattie del ricambio (diabete, obesità); nelle malattie osteo-articolari (reumatismo cronico, artropatie croniche) in alcune malattie dell’apparato circolatorio; nelle intossicazioni croniche da metalli, specialmente da piombo e da mercurio.

g) Acque carboni

Sono caratterizzate dalla presenza di’ acido carbonico libero; per la maggior parte sono acque bicarbonate e sono utilizzate nella cura faropinica e nei bagni carbogassosi.
Sono indicate nella dispepsia ipocloridrica; nella tendenza all’acidosi; nella calcolosi urica; nelle alterazioni del ricambio urico (per bibita). Sono indicate nell’ipertensione essenziale;
nella neurosi cardiaca con tachicardia, nelle forme iniziali della angina pectoris, nei morbi di Burger e di Reymond, nelle varici degli arti inferiori; nella nevrastenia con ipocondria, per
bagni.

Le principali stazioni termali carboniche si trovano a Agnano Tenne, Casciana Terme, Chianciano Tenne, Recoaro Tenne.