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Chiesa Santa Maria in Pensulis

La cappella dedicata a S. Maria in Pensulis nell’omonima contrada, costituiva parte di un complesso monumentale di notevole interesse. L’etimologia della parola “in pensulis” (pensile) riconduce a due possibili interpretazioni: un edificio sospeso o sopraelevato – e la chiesa si trova in alto rispetto al piano di campagna – oppure: preesistente.

Risultato di una sovrapposizione di stili appartenenti a epoche storiche diverse, la chiesa (circa XIII secolo d.C.) poggiava sui resti di una villa rustica romana (si ipotizzava la villa di Zeto, il patrizio romano che ospitò il filosofo Plotino) come testimoniano i sarcofagi (I,II secolo d.C.), rinvenuti nella campagna circostante. Sotto il livello della chiesa sono visibili cinque corridoi paralleli con volte a botte che fungevano, probabilmente, da magazzini.

Sul lato ovest dell’edificio sono evidenti le diverse costruzioni in opera poligonale, l’alzato in opera incerta, e l’alto in stile medievale. Su un gradino della scala, che conduce al piano rialzato della cappella è scolpita la croce ottagona dei Cavalieri dell’Ordine di Malta, segno della presenza intorno alla chiesa di un’area di origine sacra o profana antichissima.