Esplora contenuti correlati

Suio

Frazione di Castelforte, è su una collina rocciosa a 150 metri circa s.l.m. Sovrastante l’omonima scafa. Si colloca sulle estreme propaggini dei Monti Aurunci, presso il fiume Garigliano, a 150 Km a sud di Roma, ai confini con la Campania e a 10 Km dal mare Tirreno, la Riviera d’Ulisse.

Antica contea, dagli inizi del secolo XIX è stata aggregata in modo definitivo, insieme con il suo territorio, al comune di Castelforte. A testimoniare la sua antica nobiltà, i ruderi del castello turrito ancora dominano la sottostante piana del Garigliano. L’abitato è suddiviso in due agglomerati principali: Suio Paese, sull’altura con l’antico castello medievale, e Forma di Suio, ai piedi del castello accanto al fiume, dove sgorgano acque sulfuree termali. La località Valle di Suio, a circa 200 m. s.l.m., ha grandi pregi naturalistici.

Grande interesse turistico hanno le Terme di Suio, dove sono concentrati gli stabilimenti balneari, con uno sviluppato sistema termale ricco di acque sulfuree, carbonico ferruginose ed acidule.

Le Terme di Suio sono le antiche Aquae Vescinae, citate anche da Plinio e Lucano, molto frequentate soprattutto durante il periodo dell’Impero Romano.

Testimonianza dei fasti dell’epoca è, ad esempio, la cosiddetta vasca di Nerone che si trova all’interno dell’ex stabilimento termale Duratorre unitamente al complesso archeologico delle Antiche Terme Romane. Qui fu rinvenuta una sedia balneare in porfido e altre antiche testimonianze che sono oggetto di attenzione da parte della Sovrintendenza ai Beni Archeologici del Lazio.

Sembra accertato l’utilizzo di tali acque termali anche in epoca pre-romana. Alla caduta dell’Impero Romano l’uso delle acque termali si è ristretto via via alla sola popolazione locale; dopo la seconda guerra mondiale è stat lanciata la località nel settore del turismo grazie alla costruzione di stabilimenti balneari e strutture accessorie.

Dalle numerose ed eterogenee sorgenti, in una fascia tra il crinale aurunco ed il fiume Garigliano, sgorgano acque ipertermali (39-63 C°) a varie concentrazioni sulfuree, con presenze bicarbonato-alcalino-rilassante, per bagni, fanghi, inalazioni, irrigazioni ed insufflazioni per curare malattie respiratorie, otorinolaringoiatriche, artosiche, cutanee e ginecologiche. Le acque, a diversi gradi di concentrazione di minerali, vengono anche commercializzate in bottiglia come acqua da bere. Da evitare alcune fonti, peraltro in area recintata, dove le emissioni sulfuree, ad elevatissima concentrazione di zolfo, possono risultate letali.