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La chiesa è posta fuori le mura del centro storico, in quanto il nucleo originario di Castelforte giungeva fino a via del Seggio dopo di che iniziava la campagna. La chiesa, cui era annesso un lazzaretto, era molto frequentata in quanto dedicata al santo protettore contro la peste. San Rocco stesso si ammalò di peste, poi guarì e per questo nel Medioevo si riteneva che guarisse dalla peste. La vecchia chiesa è stata costruita presumibilmente verso la fine del ‘500 ed è stata rinnovata e nel secolo seguente.
Nel corso del Seicento le epidemie di peste erano comuni e ricorrenti, insieme a quelle di colera. Distrutta nel secondo conflitto bellico è stata ricostruita, sullo stesso luogo, negli anni Cinquanta su un progetto uniforme, dell’architetto Gaetano Rapisardi: singolare esempio di architettura razionalista contemporanea.
La chiesa, alta 7 – 8 metri ha un corpo unico; la facciata è divisa in due parti; una in pietra, l’altra in intonaco. Il campanile chiuso in basso è per due piani “a giorno”, aperto cioè, con le campane visibili, con cuspide e coronamenti tipici: globo (mondo), stella a dodici punte (apostoli) e croce (Cristo, Dio al di sopra di tutto): questo motivo si ripete nella cuspide della chiesa. La pianta è un’aula unica, con cantoria; sulla facciata c’è un protiro, con dentro una statua di San Rocco.
All’interno bella la cupola a vetrata, semisferica, fuori invece la si percepisce spoglia, e la struttura riflette una forte luce, simbolo di Dio. L’altare maggiore e un altare minore laterale, tipici del barocco, provengono dalla vecchia chiesa e sono tra le opere più antiche del territorio; il paliotto, la parte sotto la mensa dell’altare, è ricoperto di marmi policromi commessi, tipici del barocco napoletano. Davanti all’altare c’è una balaustra, una sorta di recinzione architettonica, anch’essa originale, che, utile nella somministrazione dell’Eucaristia, aveva la funzione di dividere il presbiterio, lo spazio del sacerdote, da quello del popolo. L’architetto, all’esterno come all’interno, ha posizionato delle nicchie; le due che si trovano internamente ai lati dell’altare contengono due statue lignee: una di san Rocco e una di San Sebastiano, guardia pretoriana di Diocleziano che testimoniò la fede cristiana tra la nobiltà romana; condannato a morte mediante il supplizio delle frecce.
La peste, nel Medioevo, era considerata castigo di Dio che lanciava i suoi strali, le sue frecce sui fedeli: per associazione di idee San Sebastiano avrebbe protetto il popolo dal flagello della peste.
La Chiesa è raggiungibile sia a piedi che in auto. È assicurato l’accesso per diversamente abili.


Il luogo di culto accoglie la comunità locale.
È possibile accedere sempre
Piazza San Rocco, 04021, La Chiesa si trova nel quartiere San Rocco