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Suio Terme

Nell’area comunale di Castelforte, lungo il fiume Garigliano, vi è una vasta area termale dove sgorgano varie sorgenti con temperatura da 0° a 60° le cui acque sono classificate come le prime in Italia e le terze in Europa per presenza di iodio.

Proprio per questo motivo l’area fu una delle prime ad essere abitate in epoca remota. Lo stesso popolo degli Aurunci se ne servivano all’epoca della Pentapoli Aurunca, prima dell’avvento dei Romani.

Le stazioni balneari di Suio, le cui acque termali chiamate vescinae (dalla città di Vescia), sono note sin dal III secolo dell’impero. Le antiche Terme, di cui parlano Lucano e Plinio, secondo alcuni studiosi somigliano strutturalmente a quelle di Caracalla e Diocleziano.
Nell’area delle Terme Duratorre si può ancora ammirare l’antica vasca di Nerone, testimonianza dei fasti dell’epoca. La caldana putida, così erano chiamate le sorgenti termali, compare anche nelle bolle papali di Adriano IV e nelle cronache cassinesi (XI, XII secolo).

Le sorgenti terminali sono oltre trenta, e sorgono dal sottosuolo di una stretta area di fondovalle del fiume. Le acque ipertermali ( da 15° a 64°) hanno una composizione eterogenea: sulfuree-bicarbonato-calciche e alcalino-terrose. Le qualità terapeutiche sono quelle proprie delle acque sulfuree, particolarmente indicate per la balneo-fangoterapia, per irrigazioni e per tutte le cure dell’apparato respiratorio.

Una struttura ricettiva costituita da 9 complessi alberghieri e termali consente oggi di effettuare una serie di cure importanti per la pelle e per l’apparato respiratorio: vasche, fonti, fanghi, massaggi.

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